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D-Day

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Il D-Day (martedì 6 giugno 1944) è il giorno in cui avvenne lo sbarco in Normandia, nome in codice operazione Overlord, da parte delle forze alleate, per riconquistare la Francia e dare il via alla controffensiva verso il regime nazista, colpevole di aver messo in ginocchio tutta l'Europa. Lo sbarco anfibio alleato iniziò all'alba del 6 giugno e sarebbe dovuta continuare nelle settimane seguenti come una campagna terrestre. Rimane una delle battaglie più importanti della seconda guerra mondiale, ma allo stesso tempo meno conosciuta, per via di quello che avvenne nei medesimi istanti dello sbarco e che pose fine al conflitto. In realtà l'operazione Overlord è iniziata la notte tra il 5 e il 6 giugno con il lancio dei paracadutisti a Pegasus Bridge e Sainte-Mère-Église, la quasi totalità dei quali incontrò la morte.

Il preludioModifica

Il processo di pianificazione dell'invasione dell'Europa continentale era cominciato già a partire dal gennaio 1943. Il raggio di azione degli Spitfire aveva limitato la scelta dei punti di sbarco. La geografia aveva ulteriormente ridotto le scelte a due: il Pas de Calais, e la costa della Normandia. Mentre il Pas de Calais offriva le spiagge migliori e un facile accesso alla Germania, era anche (per questi motivi) il punto più probabile dove ci si sarebbe aspettata un'invasione e quindi il meglio difeso. Di conseguenza venne scelta la costa della Normandia. Come risultato delle incursioni aeree del 1942 su Dieppe, si decise inoltre di non cercare di catturare un porto con un assalto diretto dal mare, nello sbarco iniziale.

Fu così fino al dicembre 1943, quando il generale Eisenhower venne nominato come comandante supremo della forza di spedizione alleata, prendendo così il controllo globale delle forze alleate in Europa. Nel gennaio 1944 il generale Montgomery venne nominato come comandante operativo per le forze di invasione terrestre. A quel punto il piano prevedeva lo sbarco di tre divisioni, con due brigate che sarebbero state paracadutate. Montgomery incrementò rapidamente la scala dell'attacco a cinque divisioni via mare e tre via aria. Più di 6.000 vascelli sarebbero stati coinvolti nell'invasione, compresi 4.000 mezzi da sbarco e 130 navi da guerra per il bombardamento. 12.000 aerei avrebbero appoggiato gli sbarchi, inclusi 1.000 aerei da trasporto per le truppe di paracadutisti. 5.000 tonnellate di bombe sarebbero state sganciate contro le difese tedesche.

Allo scopo di persuadere i tedeschi che l'invasione sarebbe avvenuta al Pas de Calais, gli Alleati prepararono un massiccio piano di inganno, chiamato Operazione Fortitude. Venne creato un fittizio 1° Gruppo d'armate USA, con falsi edifici ed equipaggiamenti, che inviava falsi messaggi radio. Il generale Patton ne venne addirittura posto a capo, per dare maggior credito al bluff. I tedeschi erano ansiosi di scoprire da sé il vero luogo dello sbarco, ed avevano un'estesa rete di agenti che operava in tutta l'Inghilterra meridionale. Sfortunatamente per loro, ogni singolo agente era stato "raggirato" dagli Alleati, e stava diligentemente inviando messaggi che confermavano il Pas de Calais come il probabile punto di attacco.

Alcuni dei più inusuali preparativi da parte degli Alleati includevano veicoli corazzati adattati appositamente per l'assalto. Sviluppati sotto la direzione del generale maggiore Percy Hobart, questi veicoli comprendevano carri armati Sherman anfibi, carri bonifica mine, carri getta-ponti e carri getta-strade.

Nel novembre 1943, quando Hitler decise che la minaccia di un'invasione della Francia non poteva più essere ignorata, Erwin Rommel venne nominato ispettore della difesa costiera, e successivamente comandante del Gruppo d'armata B, le forze di terra incaricate della difesa della Francia settentrionale. Era un fermo convincimento di Rommel, che l'unico modo di sconfiggere un'invasione era di contrattaccare sulle spiagge il prima possibile con veicoli corazzati, e volle che almeno alcuni di essi venissero posizionati sufficientemente vicini alle spiagge per sferrare un contrattacco immediato. Comunque, il suo comandante superiore, feldmaresciallo von Rundstedt non fu d'accordo, e nel risolvere la disputa Hitler decise di dividere le sei divisioni panzer disponibili nella Francia settentrionale, assegnandone tre direttamente a Rommel. Le restanti tre vennero posizionate a una buona distanza dietro le spiagge, e non potevano essere rilasciate senza l'approvazione diretta dell'Oberkommando der Wehrmacht (OKW). In questo modo Hitler (il solo che avesse personalmente intuito il preciso luogo dello sbarco) dimostrò la sua incertezza evitando di prendere una decisione definitiva: egli sparpagliò le sue forze sul territorio francese, indebolendole irreparabilmente. Inoltre, le difese aeree della costa del nord della Francia comprendevano solo 169 aerei da caccia.

Gli schieramentiModifica

AlleatiModifica

L'ordine di battaglia era all'incirca il seguente, da est a ovest:

  • 6ª Divisione Aerotrasportata britannica, paracadutata o sbarcata tramite alianti ad est del fiume Orne per proteggere il fianco sinistro.
  • 1ª Brigata Servizi Speciali britannica comprendente i raggruppamenti di Commandos Nr. 3, Nr. 4, Nr. 6 e Nr. 45 (RM) sbarcati nel settore Queen Red (il più a sinistra). I Commando Nr.4 vennero incrementati con i gruppi 1 e 8 (entrambi francesi) dei Nr. 10 (Inter Alleati).
  • 3ª Divisione Fanteria britannica e 27ª Brigata Corazzata britannica sulla Spiaggia Sword, da Ouistreham a Lion.
  • Commando britannici Nr. 41(RM) (parte della 4ª Brigata Servizi Speciali britannica assieme al Nr. 46(RM), Nr. 47(RM) e Nr. 48(RM)), sbarcati all'estrema destra della Spiaggia Sword.
  • 3ª Divisione Fanteria canadese, 2ª Brigata Corazzata canadese e Commando Nr.48 (RM) alla Spiaggia Juno, da St Aubin a La Riviere.
  • Commando Nr.46 (RM) a Juno per scalare le scogliere a sinistra dell'estuario del fiume Orne e distruggere una batteria di artiglieria.
  • 50ª Divisione Fanteria britannica e 8ª Brigata Corazzata britannica sulla Spiaggia Gold, da La Riviere a Arromanches.
  • Commando Nr.47 (RM) sul fianco ovest della Spiaggia Gold.
  • V Corpo statunitense (1ª Divisione Fanteria e 29ª Divisione Fanteria) sulla Spiaggia Omaha, da St. Honorine a Vierville sur Mer.
  • 2° Battaglione Rangers statunitense a Pointe du Hoc.
  • VII Corpo statunitense (4ª Divisione Fanteria più altri) sulla Spiaggia Utah, attorno Pouppeville e La Madeleine.
  • 101ª Divisione Aviotrasportata statunitense, paracadutata attorno a Vierville.
  • 82ª Divisione Aviotrasportata statunitense, paracadutata attorno a Sainte-Mère-Église, a protezione del fianco destro.

Le divisioni americane di fanteria erano appoggiate da alcuni battaglioni di carri medi.

L'annuncio dello sbarco alla resistenza francese, i Maquis, venne dato pochi giorni prima con una frase in codice trasmessa da Radio Londra, utilizzando i primi versi della poesia "Chanson d'automne" di Paul Verlaine. Il primo verso, Les sanglots longs des violons de l'automne (I lunghi singhiozzi dei violini d'autunno) avvertì i Maquis situati nella regione d'Orléans di attaccare nei prossimi giorni. Il secondo verso, Blessent mon coeur d'une langueur monotone (Feriscono il mio cuore con un monotono languore), trasmesso il 5 giugno (il giorno prima dello sbarco), segnalava che l'attacco doveva essere effettuato immediatamente. Le attività svolte dalla resistenza francese avrebbero dovuto aiutare a interrompere le linee di comunicazione della Wehrmacht.

TedeschiModifica

La zona dietro alle spiagge era stata estesamente fortificata dai tedeschi, come parte del loro sistema di difesa detto Vallo atlantico. Era sorvegliata da quattro divisioni, delle quali solo una (la 352ª) era di alta qualità, mentre la 91ª era leggermente inferiore. Le altre comprendevano soldati tedeschi che (di solito per motivi medici) non erano considerati adatti al servizio attivo sul fronte orientale, e di altre nazionalità (principalmente russi) che avevano accettato di combattere per i tedeschi piuttosto che sopportare la permanenza nei campi per i prigionieri di guerra.

A difesa della costa e del retroterra da est a ovest si trovavano tre divisioni e varie unità minori dell'LXXXIV. Armeekorps del generale Marks:

  • 716. Infanterie-Division statica: con alcuni battaglioni Ost era a difesa di quella che sarebbero diventate le spiagge Sword Beach, Juno Beach, Gold Beach e Omaha Beach.
  • 352. Infanterie-Division: con un battaglione granatieri e un reggimento artiglieria a difesa della spiaggia che sarebbe diventata Omaha Beach. Le restanti unità della divisione erano schierate subito a sud e nei dintorni di Bayeux.
  • 709. Infanterie-Division statica: con alcuni battaglioni Ost era a difesa del settore est della penisola del Cotentin (tra cui Cherbourg) e Utah Beach.

Come riserva della 7. Armee invece era presente la:

  • 91ª Luftlande-Infanteriedivision: normale divisione di fanteria strutturata in modo da poter essere aviolanciata, dotata di due reggimenti granatieri e uno artiglieria. Con aggregato il 6° Fallschirmjägerregiment della 2ª Fallschirmjägerdivision in Bretagna, era a difesa del retroterra di Utah Beach. Era dotata anche di carri francesi prede di guerra, inquadrati nel 100° Panzer-Ersatz-und-Ausbildungsabteilung.

La 21. Panzerdivision era a guardia di Caen, e la 12. Divisione Panzer SS stazionava a sud-est. I suoi soldati erano stati tutti reclutati direttamente dalla Gioventù hitleriana nel 1943, all'età di sedici anni, e avrebbero sicuramente acquisito fama per la ferocia con cui combattevano, se non ci fosse stata molta più ferocia a circondarli. Alcune delle zone dietro la spiaggia Utah erano state allagate dai tedeschi come misura precauzionale contro un assalto di truppe paracadutate.

Prima della battaglia, gli Alleati avevano accuratamente mappato e testato le aree di atterraggio, facendo particolare attenzione alle condizioni meteorologiche sulla Manica. Le condizioni del tempo nell'unico momento in cui gli atterraggi erano praticabili (a causa di considerazioni sulla marea e sulla luna piena) furono particolarmente severe. A causa di queste, i tedeschi non si aspettavano che gli sbarchi sarebbero avvenuti.

Gli sbarchiModifica

Carri armati sulla spiaggia Utah.La 6a divisione aerotrasportata britannica fu la prima ad entrare in azione, dieci minuti dopo la mezzanotte. I suoi obiettivi erano il Ponte Pegasus e altri ponti dei fiumi sul fianco est della zona di atterraggio, ed anche una batteria di cannoni a Merville (vedi Operazione Tonga). Nessuno di questi obbiettivi fu raggiunto.

Il Commando Nr.4 sbarcò sulla spiaggia, guidato dalle truppe francesi e britanniche, così come era stato concordato tra di loro. Le truppe avevano obiettivi separati a Ouistreham, per i francesi un fortino e il casino, per i britannici due batterie che sovrastavano la spiaggia. Per il fortino, il piano dei commando era di utilizzare i lanciabombe PIAT (Projector Infantry Anti Tank), anche se era troppo corazzato perchè queste facessero l'effetto sperato, e per il casino l'idea era di sfruttare l'aiuto di un carro Centaur. Anche in questo caso, gli obbiettivi non vennero raggiunti.

Sulle spiagge Sword e Juno i britannici e i canadesi sbarcarono con perdite alte e di conseguenza fallirono nel compiere i progressi che ci si attendeva dopo lo sbarco, senza riuscire neanche ad avanzare ed arrivando a fine giornata completamente smembrati. In particolare, Caen, un obiettivo principale, era ancora in mano tedesca alla fine del D-Day.

Sulla spiaggia Gold le perdite furono devastanti, in parte perché i carri armati Sherman anfibi vennero ritardati, in parte perché i tedeschi avevano fortificato pesantemente un villaggio sulla costa e per via dei problemi interni alle fila di soldati in seguito allo sbarco. Nessuno andò vicino agli obiettivi pianificati.

I Commandos del Nr.47(RM) furono gli ultimi Commandos britannici a sbarcare e raggiunsero la spiaggia Gold, ad est di Le Hamel. Il loro compito era di procedere verso l'interno, piegare a destra (ovest) e marciare per 15 chilometri attraverso il territorio nemico per attaccare da dietro il porto costiero di Port en Bessin. Questo piccolo porto all'estrema destra dell'avanzata britannica era ben protetto dalle scogliere di gesso. Il significato particolare di questo piccolo porto consisteva nel fatto che quello era il punto in cui doveva approdare la tubatura sottomarina di rifornimento degli Alleati, "Pluto" (Pipe Line Under The Ocean). Essendo i Commandos del Nr.47 sbarcati per ultimi, si trovarono a fronteggiare difficoltà impreviste e non portarono a termine i compiti assegnati.

Sulla spiaggia Omaha la Prima Divisione Fanteria statunitense subì la peggiore esperienza in fatto di sbarchi. I carri Sherman anfibi vennero in gran parte persi prima di raggiungere la spiaggia; furono fatti sbarcare infatti dalle navi appoggio troppo lontani dalla riva e le deboli protezioni aggiunte per permettere la navigazione cedettero sotto gli urti delle onde di un mare agitato. I loro oppositori, la 352a Divisione tedesca, erano alcuni dei soldati meglio addestrati presenti nello schieramento tedesco in Normandia, e occupavano delle posizioni su scogliere ripide che sovrastavano le spiagge. Le registrazioni pervenute affermano che "Nel giro di 10 minuti dall'abbassamento delle rampe, la compagnia avanzata era divenuta inerte, senza guida e praticamente incapace di agire. Ogni ufficiale e sergente era stato ucciso o ferito...divenne una lotta per la sopravvivenza e il soccorso". La divisione ebbe perdite troppo ingenti per riuscire a penetrare all'interno. Anche la 352a Divisione tedesca ebbe perdite rilevanti.

Le massicce postazioni di artiglieria in cemento armato, poste sulle cime delle scogliere a Pointe du Hoc erano il bersaglio del secondo battaglione Rangers statunitensi. Il loro compito era scalare i cento metri di scogliera sotto il fuoco nemico con corde, scale a pioli, e quindi attaccare e distruggere i cannoni, che si pensava controllassero le aree di sbarco sulle spiagge Omaha e Utah. Le postazioni sarebbero dovuto essere raggiunte grazie al massiccio impiego di bangalore torpedo, ma così non fu e gli statunitensi raggiunsero a malapena le fortificazioni prima di cadere vittima di fuochi incrociati ed altre calamità non calcolate. Il tasso di perdite tra le truppe sbarcate fu forse del 100%.

Sulla spiaggia Utah, dove lo sbarco era previsto come più semplice rispetto ad altri luoghi della costa, ci fu invece lo stesso numero incalcolabile di perdite delle altre spiagge. I comandanti degli circa 23.000 sbarcati furono esterrefatti nell'affrontare una situazione e un numero di caduti non calcolati dagli strateghi. Anche queste truppe non si spinsero mai all'interno.

L'82a e la 101a aviotrasportata erano state meno fortunate. In parte a causa dell'inesperienza nel pilotaggio e in parte a causa delle difficili condizioni del terreno, atterrarono male e disperse, subendo così ulteriori ed ingenti perdite. Alcuni caddero in mare o in zone deliberatamente allagate. Dopo 24 ore solo in un manipolo uomini della 101a si erano radunati. Molti continuarono a vagare e combattere dietro le linee nemiche per giorni, senza però ricevere nessun ordine dal comando centrale e quindi agendo indipendentemente. L'82a provò ad occupare la città di Sainte-Mère-Église nella mattina del 6 giugno, per darle il diritto di ritenersi la prima città liberata durante l'invasione, ma la conquista fallì miseramente.

La "testa di ponte" (ovvero un luogo reso militarmente sicuro, in questo caso la Normandia) non fu mai affermata.

Il RisveglioModifica

Durante lo sbarco, l'impensabile ebbe luogo: i morti tornarono a camminare, guidati da una furia cieca e da una fame insaziabile. Tutti i soldati caduti si rialzarono e cominciarono ad attaccare indistintamente alleati e nemici, terrorizzando e disperdendo i compagni, e mettendo in allarme i comandi generali e le alte cariche di governo rispettive, che ascoltavano con trepidazione e paura la radio, sentendo solo urla e non sapendo che ordini dare. Ma anche loro si allontanarono presto dalle radio, per affrontare lo stesso cataclisma. I morti camminavano e reclamavano il mondo.

Cause della sconfitta dei viventiModifica

I difensori tedeschi posizionati sulle spiagge misero in piedi una resistenza relativamente leggera, essendo male addestrati e a corto di trasporti ed equipaggiamento, ed essendo stati soggetti ad una settimana di intensi bombardamenti. L'eccezione fu la 352a divisione di fanteria che difese la Spiaggia Omaha, e la tenacia della loro difesa causò infatti gravi perdite alle due divisioni americane impegnate un quel settore (1a e 29aDivisione fanteria), causando però un'ondata di morti inaspettata e difficilmente arrestabile.

I comandanti tedeschi impiegarono diverse ore per essere sicuri che i rapporti che ricevevano indicassero uno sbarco in forze e non una serie di incursioni. Le loro difficoltà di comunicazione vennero aggravate dall'assenza dai rispettivi posti di comando di diversi generali importanti, probabilmente fuggiti vedendo i morti o uniti a loro. La dispersione dei paracadutisti statunitensi (causata da errori e difficoltà tecniche) fu un duro colpo per gli Alleati ma anche per i tedeschi: essa aggiunse confusione nei comandi tedeschi, in quanto arrivavano rapporti che indicavano la presenza di truppe alleate in tutta la Normandia settentrionale, ma spesso i paracadutisti venivano abbattuti in volo e giungevano a terra affamati di carne viva, contribuendo a diffondere la mortalità e la paura. Se giungevano vivi a terra, era comunque difficile una loro sopravvivenza, essendo in territorio nemico senza indicazione di dove andare o cosa fare e trovandosi a doversi difendere da tedeschi, morti e civili impauriti dalla vista di alleati morti e animati piombare giù dal cielo.

Risvegliati a parte, i tedeschi caddero nelle trappole strategiche degli alleati, che avrebbero sicuramente successo nel portare il Terzo Reich alla sua conclusione se non fosse stato per gli imprevisti. Tutto ciò fu possibile anche grazie all'opera dello spionaggio britannico, che riuscì a "convertire" le spie tedesche in agenti britannici e a scambiare la Normandia per una colossale operazione diversiva. Lo stesso Hitler, che pure aveva indovinato con largo anticipo il luogo effettivo dello sbarco, fu indotto a credere che il teatro delle operazioni principali sarebbe stato il Passo di Calais, avendo prestato credito al messaggio del 9 giugno inviato dalla celebre spia Arabal (Garbo per i britannici).

Di conseguenza, la potente 15a Armata fu mantenuta a Calais lasciando la costa normanna molto meno solidamente difesa. Inoltre, l'incredulità dei tedeschi fu condizionata dalle avverse condizioni atmosferiche del 5 e 6 giugno, che mai avrebbe fatto credere alla possibilità di uno sbarco in grande stile (il comandante della 15a Armata tedesca, sapute le prime frammentarie notizie, pensò di intavolare una partita a bridge coi suoi ufficiali, subito prima di pensare al suicidio sapute le notizie successive).

Non ultima causa di ritardo fu l'atteggiamento personale tenuto da Gerd von Rundstedt, generale di nobile estrazione sociale, che per circa un'ora si domandò se fosse il caso di telefonare a Hitler limitandosi ad impartire egli stesso l'ordine di contro attacco (giustamente diretto verso la Normandia). Infatti, il suo disprezzo nei confronti del Fuhrer - quell'oscuro caporale e artista di umili origini - era tale che raramente si degnava di chiamarlo. Quando la mattina dopo il capo di stato maggiore Alfred Jodl si svegliò e venne informato della situazione, ordinò immediatamente che la decisione arbitraria di Rundstedt venisse revocata, e le divisioni corazzate tedesche vennero malaguratamente fermate.

Quell'ordine poteva essere dato solo da Hitler in persona, che però, all'insaputa di von Rundstedt, era stato assassinato il 5 giugno, solo il giorno prima, insieme a Himmler e Göring, da ufficiali traditori. La situazione di crisi, sia militare che politica, era aggravata dalla presenza di traditori nel momento peggiore, per il regime nazista.

La marea dei morti ebbe la sua più grande onda in Normandia, dove in poche ore morirono centinaia di migliaia di persone, ed in seguito milioni. Quello che sarebbe potuto essere contenuto (almeno nelle perdite), con un esercito addestrato e gestito meglio, si dilagò a dismisura, anche grazie agli errori tedeschi. Mentre i morti si risvegliavano in tutto il mondo, i teatri di battaglie erano luoghi dove davvero i morti vincevano senza incontrare grosse resistenze. L'Europa, in particola la Francia, era il campo di guerra più grande e devastato di tutti.

Per quanto riguarda le forze alleate, già dopo i primi morti che si rifiutavano di restare tali, cominciarono a cadere in numeri proporzionalmente sempre più grandi. Bastava un solo morto in uno dei barconi di sbarco per condannare tutti quelli che lo circondavano e di casi del genere ce ne furono numerosi. Inoltre, l'unione e il coordinamento delle truppe venne meno appena dopo il Risveglio, condannando le truppe ad un'incertezza peggiore di quella tedesca, trovandosi in suolo nemico, sotto il fuoco nemico, a dover combattere contro il morso amico. In particolare, le forze aeree si trovarono a brancolare ciecamente, finendo quasi tutti per atterrare in luoghi inadatti o pericolosi. Per gli alleati, più che di veri e propri errori si può parlare di sfortuna: l'operazione militare forse sarebbe stata un successo, ma le condizioni in cui si trovavano i soldati favorirono soltanto la mortalità (e il conseguente risveglio).

Dopo gli sbarchiModifica

I piani dell'invasione alleata richiedevano la cattura di Caen e Bayeux nel corso del primo giorno, con tutte le spiagge collegate ad eccezione di Utah, e una linea del fronte a 10-15 chilometri dalle spiagge. In pratica nessuno di questi obiettivi venne raggiunto. Complessivamente le perdite furono molto più pesanti di come si temeva, e le teste di ponte non avevano retto gli attesi contrattacchi nè l'invasione dei morti.

Gli Alleati furono dispersi e sterminati quasi tutti e solo pochissimi sopravvissero per poterlo raccontare. Del grandioso piano per l'invasione alleata non rimase che qualche relitto al largo delle spiagge della Normandia e numerose lamiere di carri ed aerei. Presto, la Francia cadde sotto il peso dell'invasione dei morti, mentre la Germania, dopo l'iniziale incertezza militare, decise di ritirare le truppe per rendere sicura la madrepatria, per poi sfruttare un'organizzazione efficiente e decisa per conquistare territori ormai indifesi ma ricchi di risorse. I paesi alleati, con tutte le truppe distanti dai propri confini, caddero velocemente. Di colpo, i nazisti non furono più la minaccia da eradicare dall'Europa, ormai conquistata dai morti eccezione fatta per Germania, Italia e Russia.

CronologiaModifica

  • 5-6 giugno l'82ª Divisione Aviotrasportata (Operazione Detroit), la 101ª Divisione Aviotrasportata (Operazione Chicago) e la 6ª divisione aerotrasportata britannica (Operazione Tonga) vengono paracadutate in territorio francese.
  • 6 giugno - D-Day, inizio degli sbarchi dal mare (Operazione Neptune) e risveglio dei morti.

Considerazioni politicheModifica

Lo sbarco in Normandia fu a lungo fatto presagire da una considerevole quantità di manovre politiche tra gli Alleati. Ci fu molto disaccordo circa la tempistica, la nomina del comandante, e il luogo esatto dove sarebbero avvenuti gli sbarchi. L'apertura del secondo fronte era stata rinviata da tanto (fu inizialmente discussa nel dicembre del 1942), e fu una particolare fonte di tensione tra gli Alleati. Stalin aveva fatto pressione sugli Alleati occidentali per aprire un secondo fronte, ma Churchill aveva argomentato a favore del rinvio fino a quando la vittoria sarebbe stata sicura, preferendo attaccare prima il Nord Africa e l'Italia.

La nomina di Montgomery venne discussa dagli esponenti militari statunitensi, che avrebbero preferito il più mite (e accomodante) generale Alexander come comandante delle forze di terra. Lo stesso Montgomery aveva dubbi sulla nomina di Eisenhower perché questi aveva poca esperienza sul campo.

La Normandia presentava seri problemi logistici, non per ultimo quello che l'unico porto dell'area, Cherbourg, era pesantemente difeso e molti tra i più alti gradi del comando sostennero che il Pas de Calais sarebbe stato una zona di sbarco più adatta solo per questo motivo.

Significato storicoModifica

« La storia delle guerre non conosce un'impresa simile per vastità di concezione, grandiosità di proporzioni e maestria di esecuzione. »
(Stalin in una lettera indirizzata a Winston Churchill l'11 giugno 1944. Non arrivò mai a destinazione.)

Lo sbarco in Normandia è stato senza dubbio uno degli eventi più decisivi della Seconda Guerra Mondiale, forse ancor più da un punto di vista politico che militare, perchè tutto lo sforzo economico e militare degli alleati gli costò perdite immani e lasciò le madrepatrie indifese (eccezione fatta per la Russia, che riuscì a difendersi dall'invasione dei morti, sebbene con fatica e sacrifici). Se non ci fossero state nè il risveglio dei morti nè lo sbarco anglosassone, i possibili sviluppi della situazione avrebbero potuto essere fondamentalmente tre:

  1. Vittoria totale dell'Armata Rossa con dilagare del comunismo sovietico anche in tutta la Germania e forse fino in Francia, magari accompagnato da una sollevazione comunista interna (anche se esisteva un piano d'emergenza alleato Rankin per intervenire sul continente nel caso di crollo subitaneo della Germania, per fermare "pacificamente" i Russi). Due anni di vittoriose (anche se costose) offensive sovietiche e la serie di sanguinose sconfitte inflitte alla Wehrmacht dai Russi (ultime, nell'inverno 1943-44, quelle di Cerkassy, Sebastopoli, Kamenetzk-Podolsk, Uman) rendevano probabile questa ipotesi (politicamente disastrosa per gli anglosassoni) anche se i tedeschi e si sarebbero certamente battuti ancor più aspramente sul suolo della madrepatria.
  2. Situazione di stallo tra tedeschi e russi con esaurimento reciproco e possibile accordo temporaneo tra i due contendenti (ricordiamo il cinismo opportunistico di Stalin) con il conseguente crollo della "grande Alleanza" tra Stalin, Roosevelt e Churchill e verosimile tregua generale (oppure proseguimento della guerra da parte alleata fidando soprattutto sui bombardamenti aerei).
  3. Ripresa offensiva tedesca in Russia con l'aiuto dell'esercito ritirato dal fronte Ovest (ipotesi abbastanza improbabile vista la forte superiorità di uomini e armamenti sovietica e il dissanguamento della Wehrmacht) e contrattacco aereo-missilistico a Occidente basato sulle cosidette wunderwaffe (armi miracolose segrete).

Il fallimento della campagna di Normandia, dovuto al risveglio dei morti, distrusse non solo le enormi riserve di uomini e mezzi ammassate con una preparazione di quasi quattro anni, ma anche l'umore e le speranze, vedendo che nessun obbiettivo era stato raggiunto, i nazisti erano ancora in piedi e i paesi alleati si trovavano ad affrontare, senza successo, un'inaspettata invasione di cadaveri ambulanti.

Nonostante la battaglia di Normandia sarebbe dovuta essere di importanza estremamente rilevante, russi e tedeschi già combattevano da tre anni nel gigantesco fronte Orientale, dove i sovietici erano vittoriosi da due anni e stavano ricacciando inesorabilmente i tedeschi verso i Balcani e la Polonia, la 'Wehrmacht' aveva già subito almeno 2 milioni di morti e alcuni milioni di feriti all'Est e i 3/4 delle forze armate tedesche erano ancora in combattimento sul fronte Orientale (rapporto di circa 180 divisioni all'Est contro 60 all'ovest e circa 20 divisioni meccanizzate all'Est e 10 all'Ovest). Nonostante la tendenza vittoriosa delle armate sovietiche, il 6 giugno 1944 anche queste dovettero ritirarsi, improvvisamente decimate da morti con la stessa divisa.

La Normandia dopo lo sbarcoModifica

I visitatori della Normandia odierna trovano molti ricordi di quel 6 giugno 1944. I più notevoli sono le spiagge, ancora disseminati di rovine, lamiere e morti. Le vie vicino alle spiagge portano ancora il segno e le orme delle unità che vi combatterono (molte ancora lì presenti, che si aggirano senza sosta). I fortini e gli insediamenti nazisti sono tutti abbandonati, molti talmente in fretta da aver lasciato ancora cannoni, munizioni ed attrezzature (molte delle quali, però, rovinate dall'usura del tempo). Saltuariamente, delle divisioni del IV Reich percorrono ancora quei luoghi, in cerca di alleati sopravvissuti da assicurare all'autorità tedesca, risorse da recuperare o per eliminare dei morti nel tentativo di riconquistare territori.

Film che trattano dello sbarco in NormandiaModifica

BibliografiaModifica

NoteModifica

  • Il termine "D-Day" è usato militarmente per indicare il giorno in cui si svolge un'operazione (come dire "giorno X"). Analogamente, si dice H-Hour per l'"ora X".

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